L'INCHIESTALa cooperativa occupa i locali dell’Accademia senza pagare affitti; la difesa: “Siamo un servizio utile agli studenti”
Tutto comincia con la soffiata di una collega: “Se volete scrivere qualcosa di interessante, andate a Brera – c’è un problema con la CUSL, è abusiva da anni”. Incuriositi, ci informiamo sulla faccenda con qualche amico che frequenta Brera. Non tutti sono a conoscenza del fatto; i pochi che sembrano saperne qualcosa ci confermano la situazione e ci forniscono il contatto di Silvia de Rosa, rappresentante degli studenti in CdA all’Accademia.
Timeline degli eventi riguardanti la CUSL Brera a cura di Matteo Bruzzese
Incontriamo Silvia in un locale vicino a Brera, dove ci fermiamo per farci dare qualche informazione in più. Scopriamo che la CUSL, ufficialmente una cooperativa no-profit che “vende il materiale a prezzi più bassi e i libri che servono a lavorare e studiare” agli studenti, presente in Accademia dal 1987, non paga un regolare contratto d’affitto né all’amministrazione di Brera né all’ente titolato, l’Agenzia del Demanio.
“Il brutto è che il problema va avanti da un numero di anni impossibile da precisare; la documentazione riguardante la cooperativa negli anni della gestione del precedente direttore è inaccessibile o assente”, ci dice la de Rosa, che sembra aver portato su un livello quasi personale lo scontro con i rappresentanti affiliati alla CUSL, Elisabetta Tagliabue e Francesco Fornasieri; da anni si affrontano a causa di un servizio che Silvia definisce “inutile per gli studenti e dannoso per Brera. Inutile perché la CUSL fornisce materiale di qualità scadente e di una singola marca; dannoso perché la cooperativa non paga la cifra dovuta per l’affitto degli spazi nell’Accademia”.
Decisi ad arrivare in fondo a questa faccenda, cominciamo a condurre una breve ricerca per conto nostro, cercando di stabilire se davvero la CUSL sia inutile per gli studenti e se l’occupazione degli spazi dell’Accademia da parte della cooperativa risulti in qualche maniera dannosa o illegale.
Le conclusioni: possiamo affermare con sicurezza che la CUSL non ha un contratto di concessione regolare con l’Accademia né con il Demanio. Durante la gestione dell’ex direttore De Filippi il fatto è passato sotto silenzio, ma con l’avvento di Gastone Mariani e a seguito delle segnalazioni effettuate in CdA da parte di alcuni rappresentanti degli studenti la cooperativa ha ricevuto l’ordine di sgomberare i locali in data 29/07/2009; la prima decisione è stata riconfermata da un ulteriore avviso di sfratto il 06/10/2009.
Le motivazioni per lo sgombero fornite nella risposta dell’Accademia a una prima comunicazione della Soprintendenza sono l'assenza di un contratto di concessione per la CUSL analogo a quello che hanno altri soggetti privati presenti nell'Accademia (il bar, il locale fotocopie e i distributori di bevande sono insediati nell’edificio tramite un regolare contratto d’affitto) e la necessità di creare un'uscita di sicurezza presso gli spazi occupati. La Direzione dell’Accademia dichiara infatti di aver “individuato alcune pressanti urgenze, inerenti alla sicurezza, tra cui la necessità di realizzare presso l’aula n°35 (attigua ai locali ad oggi occupati dalla CUSL), un’uscita di emergenza con affaccio sul “Cortile della Magnolia”, i cui lavori sono già stati autorizzati dalla competente Soprintendenza BB.AA.”.
Nella riunione del CdA del 14/09/2009 si discute della questione CUSL. Sono presenti i due rappresentanti affiliati alla cooperativa, Elisabetta Tagliabue e Francesco Fornasieri. I due si difendono dalle accuse di abusivismo, di inutilità del servizio e di mancato rispetto delle norme di sicurezza. Portano come prove a loro favore una perizia dell'architetto Margiotta che dichiara la non necessità di un'uscita di sicurezza nei luoghi occupati dalla CUSL, l'autorizzazione commerciale del Comune di Milano a smerciare prodotti di tipo non alimentare e l'attestazione di apertura trattativa con la Direzione Regionale per i Beni culturali per stipulare un regolare contratto d’affitto.
La perizia del dottor Margiotta non è stata ancora smentita da una controperizia dell’Accademia. Per quanto concerne invece la concessione commerciale, sappiamo che in data 03/08/2001 il Comune di Milano ha concesso l’autorizzazione per la vendita al dettaglio di materiale didattico alla CUSL, in particolare al dott. Cristian Borrello, ex Presidente e Amministratore delegato della cooperativa e attuale dirigente Approvvigionamenti e Logistica del Politecnico.
Questo lascia spazio a un interrogativo: qual era la situazione prima del 2001? È davvero possibile che il discusso appoggio dell’ex direttore De Filippi e una “autorizzazione (verbale e mai registrata? n.d.r.) dell’allora direttrice Daniela Palazzoli” di cui “mai gli organi della Direzione dell’Accademia, che erano pienamente a conoscenza della circostanza, hanno messo in dubbio l’assoluta regolarità” (come si può leggere in una lettera inviata in risposta a un documento presentato da Silvia de Rosa riguardo alla situazione CUSL) siano stati sufficienti a mascherare una situazione simile per così tanto tempo?
Quando cerchiamo di contattarla telefonicamente per rivolgerle alcune domande riguardo alla situazione, Elisabetta Tagliabue ci risponde con un secco “no comment”, poi stemperato in “potete scrivere quello che vi pare, non abbiamo nulla di nuovo da aggiungere”.
La linea di difesa principale dei soci e dei rappresentanti della cooperativa sembra infatti essere una sola: il servizio è utile agli studenti di Brera, sia per la posizione vantaggiosa (lo spazio occupato è accessibile da uno dei cortili interni all’Accademia) sia per la qualità e il prezzo del materiale offerto. Viste le notifiche pendenti di sfratto, la cooperativa si è comunque dichiarata disponibile a trattare sia con l'Agenzia del Demanio sia con il Provveditorato per la regolarizzazione del contratto d'affitto. Gli ultimi documenti riguardanti il tentativo di regolarizzazione, datati 12/10/2009, indicano però che la CUSL non ha ancora concluso nessun accordo per risolvere il problema.
Effettivamente, gli sconti offerti dalla CUSL, la posizione vantaggiosa e la libertà attuale di utilizzare gli spazi dell’Accademia (niente affitto e niente concorrenza interna) dovrebbero permettere di offrire ottime soluzioni di acquisto a chi non intende servirsi dei colorifici situati nei pressi della sede. I trenta studenti di Brera che abbiamo intervistato ci hanno però risposto che acquistare dalla CUSL conviene solo a volte, principalmente per quanto riguarda il reperimento dei testi per i vari corsi: il materiale da disegno e scultura, pur non essendo di qualità scadente, non è sempre presente in varietà sufficienti a soddisfare tutte le necessità di chi deve realizzare un elaborato.
I tre quarti circa degli intervistati non erano a conoscenza inoltre della situazione di abusivismo in cui si trova tuttora la cooperativa; una buona metà si è inoltre dichiarata favorevole a tenere aperta la CUSL (aggiungendo, nella maggior parte dei casi: “purché si metta in regola…”). Data la mancanza di servizi convenzionati ufficialmente con le accademie di belle arti lombarde (pensiamo a Brescia, dove è presente un unico colorificio specializzato), si potrebbe avanzare una proposta: se davvero la sede principale dell’Accademia verrà trasferita in via Mascheroni, perché non riorganizzare in maniera regolare la vendita di materiale all’interno della nuova struttura, dando magari spazio ad altri rivenditori per garantire un minimo di concorrenza e qualità del servizio?
“Il brutto è che il problema va avanti da un numero di anni impossibile da precisare; la documentazione riguardante la cooperativa negli anni della gestione del precedente direttore è inaccessibile o assente”, ci dice la de Rosa, che sembra aver portato su un livello quasi personale lo scontro con i rappresentanti affiliati alla CUSL, Elisabetta Tagliabue e Francesco Fornasieri; da anni si affrontano a causa di un servizio che Silvia definisce “inutile per gli studenti e dannoso per Brera. Inutile perché la CUSL fornisce materiale di qualità scadente e di una singola marca; dannoso perché la cooperativa non paga la cifra dovuta per l’affitto degli spazi nell’Accademia”.
Decisi ad arrivare in fondo a questa faccenda, cominciamo a condurre una breve ricerca per conto nostro, cercando di stabilire se davvero la CUSL sia inutile per gli studenti e se l’occupazione degli spazi dell’Accademia da parte della cooperativa risulti in qualche maniera dannosa o illegale.
Le conclusioni: possiamo affermare con sicurezza che la CUSL non ha un contratto di concessione regolare con l’Accademia né con il Demanio. Durante la gestione dell’ex direttore De Filippi il fatto è passato sotto silenzio, ma con l’avvento di Gastone Mariani e a seguito delle segnalazioni effettuate in CdA da parte di alcuni rappresentanti degli studenti la cooperativa ha ricevuto l’ordine di sgomberare i locali in data 29/07/2009; la prima decisione è stata riconfermata da un ulteriore avviso di sfratto il 06/10/2009.
Le motivazioni per lo sgombero fornite nella risposta dell’Accademia a una prima comunicazione della Soprintendenza sono l'assenza di un contratto di concessione per la CUSL analogo a quello che hanno altri soggetti privati presenti nell'Accademia (il bar, il locale fotocopie e i distributori di bevande sono insediati nell’edificio tramite un regolare contratto d’affitto) e la necessità di creare un'uscita di sicurezza presso gli spazi occupati. La Direzione dell’Accademia dichiara infatti di aver “individuato alcune pressanti urgenze, inerenti alla sicurezza, tra cui la necessità di realizzare presso l’aula n°35 (attigua ai locali ad oggi occupati dalla CUSL), un’uscita di emergenza con affaccio sul “Cortile della Magnolia”, i cui lavori sono già stati autorizzati dalla competente Soprintendenza BB.AA.”.
Nella riunione del CdA del 14/09/2009 si discute della questione CUSL. Sono presenti i due rappresentanti affiliati alla cooperativa, Elisabetta Tagliabue e Francesco Fornasieri. I due si difendono dalle accuse di abusivismo, di inutilità del servizio e di mancato rispetto delle norme di sicurezza. Portano come prove a loro favore una perizia dell'architetto Margiotta che dichiara la non necessità di un'uscita di sicurezza nei luoghi occupati dalla CUSL, l'autorizzazione commerciale del Comune di Milano a smerciare prodotti di tipo non alimentare e l'attestazione di apertura trattativa con la Direzione Regionale per i Beni culturali per stipulare un regolare contratto d’affitto.
La perizia del dottor Margiotta non è stata ancora smentita da una controperizia dell’Accademia. Per quanto concerne invece la concessione commerciale, sappiamo che in data 03/08/2001 il Comune di Milano ha concesso l’autorizzazione per la vendita al dettaglio di materiale didattico alla CUSL, in particolare al dott. Cristian Borrello, ex Presidente e Amministratore delegato della cooperativa e attuale dirigente Approvvigionamenti e Logistica del Politecnico.
Questo lascia spazio a un interrogativo: qual era la situazione prima del 2001? È davvero possibile che il discusso appoggio dell’ex direttore De Filippi e una “autorizzazione (verbale e mai registrata? n.d.r.) dell’allora direttrice Daniela Palazzoli” di cui “mai gli organi della Direzione dell’Accademia, che erano pienamente a conoscenza della circostanza, hanno messo in dubbio l’assoluta regolarità” (come si può leggere in una lettera inviata in risposta a un documento presentato da Silvia de Rosa riguardo alla situazione CUSL) siano stati sufficienti a mascherare una situazione simile per così tanto tempo?
Quando cerchiamo di contattarla telefonicamente per rivolgerle alcune domande riguardo alla situazione, Elisabetta Tagliabue ci risponde con un secco “no comment”, poi stemperato in “potete scrivere quello che vi pare, non abbiamo nulla di nuovo da aggiungere”.
La linea di difesa principale dei soci e dei rappresentanti della cooperativa sembra infatti essere una sola: il servizio è utile agli studenti di Brera, sia per la posizione vantaggiosa (lo spazio occupato è accessibile da uno dei cortili interni all’Accademia) sia per la qualità e il prezzo del materiale offerto. Viste le notifiche pendenti di sfratto, la cooperativa si è comunque dichiarata disponibile a trattare sia con l'Agenzia del Demanio sia con il Provveditorato per la regolarizzazione del contratto d'affitto. Gli ultimi documenti riguardanti il tentativo di regolarizzazione, datati 12/10/2009, indicano però che la CUSL non ha ancora concluso nessun accordo per risolvere il problema.
Effettivamente, gli sconti offerti dalla CUSL, la posizione vantaggiosa e la libertà attuale di utilizzare gli spazi dell’Accademia (niente affitto e niente concorrenza interna) dovrebbero permettere di offrire ottime soluzioni di acquisto a chi non intende servirsi dei colorifici situati nei pressi della sede. I trenta studenti di Brera che abbiamo intervistato ci hanno però risposto che acquistare dalla CUSL conviene solo a volte, principalmente per quanto riguarda il reperimento dei testi per i vari corsi: il materiale da disegno e scultura, pur non essendo di qualità scadente, non è sempre presente in varietà sufficienti a soddisfare tutte le necessità di chi deve realizzare un elaborato.
I tre quarti circa degli intervistati non erano a conoscenza inoltre della situazione di abusivismo in cui si trova tuttora la cooperativa; una buona metà si è inoltre dichiarata favorevole a tenere aperta la CUSL (aggiungendo, nella maggior parte dei casi: “purché si metta in regola…”). Data la mancanza di servizi convenzionati ufficialmente con le accademie di belle arti lombarde (pensiamo a Brescia, dove è presente un unico colorificio specializzato), si potrebbe avanzare una proposta: se davvero la sede principale dell’Accademia verrà trasferita in via Mascheroni, perché non riorganizzare in maniera regolare la vendita di materiale all’interno della nuova struttura, dando magari spazio ad altri rivenditori per garantire un minimo di concorrenza e qualità del servizio?
Matteo Bruzzese
Valerio Campanella
Valerio Campanella
