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Mensa in via Golgi e riforma della ristorazione

Cari studenti,

in merito alla riforma del servizio ristorazione ed alla chiusura della mensa in via Golgi sono stati certamente commessi errori sul versante della comunicazione, dall’Ateneo e dai vostri rappresentanti.

Nel mese di settembre, quando la riforma è entrata in funzione ed è stata approvata la chiusura della mensa, alcuni studenti hanno scritto chiedendo quali fossero le ragioni di questa decisione ed io personalmente ne ho incontrati alcuni per raccontare loro lo stato delle cose, poiché l’Ateneo si attardava a darne comunicazione per via istituzionale nella speranza di concludere i lavori prima di iniziare una completa campagna di comunicazione.
Ho interrotto questa serie di incontri singoli nel momento in cui i lavoratori della mensa hanno cominciato comprensibilmente ad allarmarsi e a prendere l’iniziativa per muovere la protesta. Ho ritenuto opportuno agire in questo modo per evitare che si diffondessero notizie incomplete o addirittura false circa la conduzione del caso. Questo silenzio ha logorato anche noi rappresentanti, poiché evidentemente le richieste di chiarimenti da parte vostra erano pressanti: la nostra speranza era quella di un chiarimento “istituzionale” da parte dell’Ateneo che sgombrasse il campo da tutte le supposizioni, i fraintendimenti e le falsità relative al problema della chiusura mensa, e che ci consentisse poi, nella generale consapevolezza, di esporre le ragioni che ci hanno indotti a prendere le decisioni che ci vengono contestate.

E’ stato un silenzio dettato soprattutto dal rispetto per quei lavoratori che oggi nella mensa operano, che si sono trovati da un giorno all’altro nella prospettiva di una perdita del posto di lavoro, e che erano esasperati ogni giorno di più dallo stillicidio prodotto dalle voci diverse più o meno fondate che sempre  correvano dalle parti della mensa.

La situazione di quei lavoratori oggi è mutata, poiché c’è stata una concertazione tra i loro sindacati e la direzione amministrativa del Politecnico: quell’incontro ha prodotto una proposta di delibera che di fatto garantirà un transitorio agli studenti ed ai dipendenti della mensa di 8 mesi, in quanto la chiusura della mensa è posticipata al 31 luglio 2010. L’ampliamento ed il potenziamento delle strutture per la ristorazione inoltre creerà nuove opportunità lavorative. L’approvazione di questa delibera è stata votata nel Consiglio di Amministrazione di martedì 24 novembre.

In tutto ciò che è stato detto circa la chiusura della mensa c’è molto di non corrispondente al vero: già nei primi mesi del 2009 l’Ateneo, insieme ai rappresentanti degli studenti, ha avviato i lavori per una riforma del servizio di ristorazione.

Tale riforma si è resa necessaria a seguito di un controllo effettuato sul sistema che allora regolava il servizio: tale controllo ha messo in luce una serie di criticità non trascurabili.

Negli anni precedenti l’amministrazione e gli stessi rappresentanti erano raggiunti in continuazione da mail di protesta di studenti del Politecnico che lamentavano una scarsa qualità del servizio, declinata in vari aspetti. Contestualmente i residenti degli studentati sono stati promotori di diverse iniziative volte a riformare il sistema di ristorazione di alcune strutture, lamentando problemi analoghi.

Con questi presupposti la direzione amministrativa ha cominciato a sondare il problema, facendo emergere un primo dato inaspettato e preoccupante relativo all’utilizzo del servizio da parte degli studenti idonei ed assegnatari di una borsa di studio con relativi buoni pasto: pur avendone il diritto, di questi studenti solo il 17% usufruisce del servizio. Le ragioni per cui molti studenti sceglievano di  non usufruire del servizio riguardavano principalmente la limitatezza degli esercizi presso cui spendere i buoni pasto e la qualità o la tipologia delle pietanze servite.

Come rappresentanti abbiamo ritenuto intollerabile una situazione del genere, poiché di fatto il diritto di tanti studenti era compromesso. Insieme all’Amministrazione abbiamo quindi costruito un sistema di convenzioni con 50 esercizi di ristorazione distribuiti attorno a tutti i poli dell’Ateneo: si tratta di un sistema in espansione, in quanto 50 è il numero minimo, da ampliarsi decisamente (su questo gli amministratori sono già al lavoro per ulteriori convenzioni, su segnalazione degli studenti). Questo per consentire agli studenti di avere un’offerta più varia cui accedere in un numero di locali di ristoro convenzionati più ampio.

Affinché poi il sistema fosse sostenibile finanziariamente, ovvero in grado di consentire a tutti gli studenti idonei ed assegnatari di usufruire del servizio con le risorse a disposizione, la cifra del buono pasto è stata ridimensionata tenendo conto da una parte delle risorse derivanti dalle trattenute sulle borse per il servizio ristorazione, comunque insufficienti (il Politecnico investirà più di un milione di euro per compensare la limitatezza dei fondi erogati dalla regione); dall’altra si è fatta un’indagine di mercato per essere certi di poter effettivamente garantire agli studenti il consumo di “pacchetti di spesa/menu” adeguati.

Frutto di questa mediazione è la nuova quota fissata per i buoni pasto, declinata per le varie tipologie di studenti (residenti in Milano, pendolari etc.).

Contestualmente gli studenti della casa dello studente in via Pascoli, attraverso i loro rappresentanti, hanno scelto di ampliare e potenziare la mensa interna allo studentato, che è oggi sottoutilizzata per quanto riguarda le cucine. In seguito a questa decisione l’amministrazione ha previsto e sta elaborando un progetto di ampliamento che porterà il numero di posti a più del doppio rispetto a quelli attuali.

Le mense interne al Politecnico di fatto sono sempre state aperte a tutti gli studenti, e a tutti hanno sempre garantito un pasto dignitoso a prezzo a portata di studente: per questa ragione insieme alle 50 convenzioni per idonei e borsisti strutturate con “pacchetti di consumo/menu”, i rappresentanti degli studenti insieme all’amministrazione stanno studiando altre convenzioni (che siano distribuite attorno a tutti i poli dell’Ateneo, in modo da garantire per ciascun polo almeno una convenzione, e anch’esse strutturate con pacchetti di consumo) accessibili non solo agli studenti borsisti, ma a tutti gli studenti.

Sarebbe sbagliato interpretare la chiusura della mensa in via Golgi come un taglio per fare cassa, poiché in effetti di pura razionalizzazione si tratta: questo intervento è infatti compensato da tre ulteriori iniziative volte a compensare la perdita. Di questi tre interventi, due sono già definiti, mentre il terzo è in fase di progettazione: si tratta dell’ampliamento e potenziamento della mensa in via Pascoli (nella casa dello studente) -che vedrà più che raddoppiare i posti- e dell’ampliamento del bar collocato in prossimità della mensa in via Golgi, il quale non solo verrà mantenuto, ma sarà ampliato e trasformato in bar-tavola calda. L’ultimo intervento, allo studio degli uffici, riguarda un possibile ampliamento della mensa del campus Leonardo collocata di fronte all’acquario.

Inoltre la chiusura della mensa è necessaria per collocarvi a turno le aule degli edifici Nave e Trifoglio e dei padiglioni Nord e Sud, che saranno oggetto di intervento di ristrutturazione al fine di adeguare gli impianti alle normative vigenti, e che saranno dotati di un impianto per il raffrescamento nella stagione estiva, che ancora manca.

Evidentemente l’obiettivo è quello di recuperare i posti perduti in via Golgi nell’ampliamento delle altre strutture, e in generale è quello di consegnare agli studenti un servizio ristorazione migliore di quello attuale: questa è la sfida che come rappresentanti abbiamo voluto accettare. Può darsi che nel tempo questa sfida richieda ancora qualche aggiustamento, ma questa è una condizione che sempre bisogna accettare quando si trasformano le cose per cambiarle in meglio.

Mauro Brivio

Mauro Brivio Scritto Venerdì 27 Novembre 2009 22:55 da Mauro Brivio

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Commenti
venerdì 27 novembre 2009 23:44
il link non funziona.

Non è che potresti scrivere nel tuo post le motivazioni principali della chiusura della mensa e, in caso, se l'università sta pensando a qualche rimedio in merito?

Grazie

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