l'editorialeTra noi e gli studenti
In questi giorni abbiamo allestito un banchetto informativo nella sede di via Festa del Perdono dell’Università Statale, con il quale ci siamo occupati di raccogliere le firme necessarie alla richiesta di finanziamento e allo stesso tempo di esporre il nostro progetto agli studenti cercando il più possibile di divulgare il messaggio di cui ci facciamo portatori.
L'articolo di Metro su Studentimilano.it
“Studentimilano.it, a poco più di due mesi dal lancio, è già una realtà del mondo universitario” dice il quotidiano Metro nell’edizione di Lunedì 18 gennaio. Ed è una realtà che vuole coinvolgere tutti gli studenti, un progetto nuovo, originale, moderno che vuole non soltanto fare del giornalismo ma soprattutto accorciare le distanze tra i vari Atenei, e ancora meglio tra i singoli studenti perché è questo ciò di cui ha bisogno il mondo dei giovani: di uno scambio umano come condivisione di momenti e di spazi che non siano solamente quelli limitati alle ore di lezione.
Il modello giornalistico in cui si incarna il progetto si rifà a quello anglosassone. La nostra obiettività si prefigura di sottolineare il demerito come il merito e di muovere la critica, quando la riteniamo necessaria; parliamo tuttavia di una critica costruttiva, non disfattista, che lasci ben aperta la dimensione del possibile miglioramento. In altre parole, cerchiamo di promuovere una visione più duttile nel percepire i problemi senza fare gli interessi di nessuno, se non quelli che ci sembrano essere di tutti gli studenti.
Al banchetto informativo molti studenti si sono dimostrati interessati, incuriositi e anche ingolositi dall’idea di partecipare in modo attivo al progetto. A testimonianza di ciò, la pioggia di e-mail arrivata in redazione da parte di studenti che vogliono collaborare al giornale. A coloro che sono rimasti titubanti, o forse è meglio parlare di una titubanza interessata che richiama la sfiducia in un progetto “stranamente” apolitico (lo dimostrano domande del tipo “cosa c’è sotto?” “a quale parte politica siete legati?”) sembra doveroso specificare la nostra neutralità e la nostra intenzione di non fermarci solo ad un giornalismo chiuso in se stesso ma la nostra voglia di“creare uno spazio, fisico e virtuale, che con i suoi servizi e contenuti riempia i tanti vuoti della vita studentesca milanese. Vogliamo costruire il campus che non c’è… Per questo chi vuole collaborare è il benvenuto.
Il modello giornalistico in cui si incarna il progetto si rifà a quello anglosassone. La nostra obiettività si prefigura di sottolineare il demerito come il merito e di muovere la critica, quando la riteniamo necessaria; parliamo tuttavia di una critica costruttiva, non disfattista, che lasci ben aperta la dimensione del possibile miglioramento. In altre parole, cerchiamo di promuovere una visione più duttile nel percepire i problemi senza fare gli interessi di nessuno, se non quelli che ci sembrano essere di tutti gli studenti.
Al banchetto informativo molti studenti si sono dimostrati interessati, incuriositi e anche ingolositi dall’idea di partecipare in modo attivo al progetto. A testimonianza di ciò, la pioggia di e-mail arrivata in redazione da parte di studenti che vogliono collaborare al giornale. A coloro che sono rimasti titubanti, o forse è meglio parlare di una titubanza interessata che richiama la sfiducia in un progetto “stranamente” apolitico (lo dimostrano domande del tipo “cosa c’è sotto?” “a quale parte politica siete legati?”) sembra doveroso specificare la nostra neutralità e la nostra intenzione di non fermarci solo ad un giornalismo chiuso in se stesso ma la nostra voglia di“creare uno spazio, fisico e virtuale, che con i suoi servizi e contenuti riempia i tanti vuoti della vita studentesca milanese. Vogliamo costruire il campus che non c’è… Per questo chi vuole collaborare è il benvenuto.
Stefano Consonni
