L'EVENTOLa Statale ospita la 7° edizione del laboratorio di aggiornamento per l’insegnamento di materie letterarie
Professori di vari ordinamenti, studenti e curiosi, uniti dall’amore per la cultura letteraria, si sono dati appuntamento per uno scambio di sinergie nell’ambito della didattica dell’italiano: i dibattiti costruttivi, gli aggiornamenti disciplinari, le proposte innovative.
Nei giorni 3 e 4 febbraio la Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano ha accolto la settima edizione del convegno letterario “Milano da leggere – Amico libro: leggere e rileggere i classici; incontrare scrittori, editori, librai” organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia in collaborazione con la sezione didattica di ADI (Associazione degli italianisti).
Scopo dell’iniziativa, rivolta particolarmente ai docenti di materie letterarie degli Istituti secondari, è stato quello di dar luogo ad un laboratorio di esperienze comuni nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano fra ricerca universitaria e scuola superiore, entrambe radicate nei contenuti e nelle finalità didattiche, ponendosi come momento di aggiornamento continuo per gli insegnanti stessi, di scambio di suggerimenti su percorsi didattici nuovi e di proposte interpretative critiche inedite.
La veste adottata finora è sempre stata quella del congresso pronto a stimolare la lettura e ricreare l’emozione dei classici abbracciando prevalentemente un pubblico di studiosi. La novità introdotta quest’anno è stata quella di accogliere anche il mercato editoriale, direttamente coinvolto, per incentivare una visione a tutto tondo della letteratura e proporre nuovi testi per ragazzi.
La prima giornata è stata dedicata ai classici, a quegli autori che non smettono mai di porci domande; letti in modo più accattivante e attuale, arricchiti con una rinnovata dose di fascino e importanza sono in grado di supportare gli insegnanti nel delicato compito di aiutare i giovani a apprezzare il libro. Milano è stata il punto di partenza delle osservazioni attuate: dopo aver preso in esame autori e critici che hanno contribuito a fornirne un ritratto, è stata abbracciata gran parte della storia letteraria e della nostra cultura scolastica secondo un taglio multidisciplinare.
Impossibile esaurire in poche parole le considerazioni dei vari ospiti: Roberto Bigazzi (Università degli Studi di Siena - Arezzo) ha riproposto le tematiche sveviane sulla scia del contributo di Flaubert e di Darwin; Massimo Gioseffi (Università degli Studi di Milano) ha analizzato la capacità di Petronio di denunciare, consolare e irridere la società esibita nel “Satyricon”; le “Operette Morali” sono state lette da Marco Balzano, dottorando all’ Università degli Studi di Milano, alla luce delle nozioni leopardiane del teatro e della risata, che si accostano alla sua amara filosofia; Laura Caretti (Università degli Studi di Siena – Arezzo) ha insistito sull’idea di teatro come “atto di vita” che sottosta alla produzione pirandelliana.
Nella seconda giornata si è dato invece spazio ai più impegnati e conosciuti nel panorama lombardo tra gli scrittori, gli editori e i librai, pronti a presentare un’analisi del proprio lavoro e a ricavare le migliori proposte letterarie per bambini e ragazzi nell’abbondanza delle offerte del mercato.
Scopo dell’iniziativa, rivolta particolarmente ai docenti di materie letterarie degli Istituti secondari, è stato quello di dar luogo ad un laboratorio di esperienze comuni nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano fra ricerca universitaria e scuola superiore, entrambe radicate nei contenuti e nelle finalità didattiche, ponendosi come momento di aggiornamento continuo per gli insegnanti stessi, di scambio di suggerimenti su percorsi didattici nuovi e di proposte interpretative critiche inedite.
La veste adottata finora è sempre stata quella del congresso pronto a stimolare la lettura e ricreare l’emozione dei classici abbracciando prevalentemente un pubblico di studiosi. La novità introdotta quest’anno è stata quella di accogliere anche il mercato editoriale, direttamente coinvolto, per incentivare una visione a tutto tondo della letteratura e proporre nuovi testi per ragazzi.
La prima giornata è stata dedicata ai classici, a quegli autori che non smettono mai di porci domande; letti in modo più accattivante e attuale, arricchiti con una rinnovata dose di fascino e importanza sono in grado di supportare gli insegnanti nel delicato compito di aiutare i giovani a apprezzare il libro. Milano è stata il punto di partenza delle osservazioni attuate: dopo aver preso in esame autori e critici che hanno contribuito a fornirne un ritratto, è stata abbracciata gran parte della storia letteraria e della nostra cultura scolastica secondo un taglio multidisciplinare.
Impossibile esaurire in poche parole le considerazioni dei vari ospiti: Roberto Bigazzi (Università degli Studi di Siena - Arezzo) ha riproposto le tematiche sveviane sulla scia del contributo di Flaubert e di Darwin; Massimo Gioseffi (Università degli Studi di Milano) ha analizzato la capacità di Petronio di denunciare, consolare e irridere la società esibita nel “Satyricon”; le “Operette Morali” sono state lette da Marco Balzano, dottorando all’ Università degli Studi di Milano, alla luce delle nozioni leopardiane del teatro e della risata, che si accostano alla sua amara filosofia; Laura Caretti (Università degli Studi di Siena – Arezzo) ha insistito sull’idea di teatro come “atto di vita” che sottosta alla produzione pirandelliana.
Nella seconda giornata si è dato invece spazio ai più impegnati e conosciuti nel panorama lombardo tra gli scrittori, gli editori e i librai, pronti a presentare un’analisi del proprio lavoro e a ricavare le migliori proposte letterarie per bambini e ragazzi nell’abbondanza delle offerte del mercato.
Marina Ebrahim
