L'incontroL'attore ripercorre le tappe importanti del suo rapporto col palcoscenico
“Volete trovare il vero teatro? Cercatelo nei fondi della società.” Ecco il provocatorio invito di Moni Ovadia, chiamato a riflettere sulla questione affascinante e insieme cruciale del teatro ai giorni nostri e a mettere a disposizione le proprie esperienze di attore, musicista e scrittore.
Intervista a Moni Ovadia a cura di Elena Ornaghi
La riflessione sul significato dello spettacolo, sulle sue sfaccettate espressioni, sulle finalità che persegue e sulle sollecitazioni di cui si arricchisce è il contenuto dell’incontro tenuto da Moni Ovadia, artista celebre e poliedrico, lunedì 1 febbraio in Aula Magna. La Statale è diventata quindi il luogo dove è stato possibile andare oltre al sipario per ricostruire un ritratto della scena teatrale – in particolare quella lombarda – dalla sua nascita e ripercorrendone le evoluzioni.
Questo è stato solo uno dei tanti appuntamenti in cui la scena culturale milanese e lombarda è stata in primo piano. L’organizzazione Italia Nostra Onlus, artefice di un’apprezzabile attività formativa su temi di rilevanza cittadina si è dedicata quest’anno alla programmazione del ciclo di incontri “Il Mondo dello spettacolo tra tradizione e innovazione, esempi di eccellenza a Milano e in Lombardia” che vanta numerose partecipazioni.
L’ospite d’onore e interprete del tema ha proposto un’amplissima gamma di osservazioni. Si è focalizzato sulla funzione umana e sociale del teatro, un percorso conoscitivo completo, naturalmente democratico, che a Milano, ha confessato, non gode più di ottima vitalità, considerando anche le politiche di disincentivazione dello spettacolo attuate dallo stato.
Ha trattato il rilevante ruolo delle “intuizioni che hanno mosso il cammino di cui siamo figli” , cioè della tradizione, che ha il potere di suggerire e trasformarsi in nuovi stimoli a seconda degli approcci e delle letture che se ne danno. “In teatro si costruisce tutto, tutto si fonda sulla finzione e la finzione è l’unico modo che abbiamo per dire la verità” ha anche affermato. Infatti se “la verità è finzione teatrale”, il palcoscenico è l’unico luogo in cui si può essere sinceri. E ancora, ha scardinato le certezze della scuola teatrale di prosa mettendone a nudo il crimine commesso nel porsi come unico metodo di insegnamento della recitazione, tacendo il tesoro di stimoli che possono derivare dai luoghi più vari, come ad esempio, ha suggerito, una sinagoga, scrigno di umorismo e densità espressiva.
Infine Ovadia ha ripercorso alcune significative tappe della sua carriera ispirata alla cultura yiddish di cui è stato uno degli interpreti contemporanei più apprezzati e riconosciuti.
Questo è stato solo uno dei tanti appuntamenti in cui la scena culturale milanese e lombarda è stata in primo piano. L’organizzazione Italia Nostra Onlus, artefice di un’apprezzabile attività formativa su temi di rilevanza cittadina si è dedicata quest’anno alla programmazione del ciclo di incontri “Il Mondo dello spettacolo tra tradizione e innovazione, esempi di eccellenza a Milano e in Lombardia” che vanta numerose partecipazioni.
L’ospite d’onore e interprete del tema ha proposto un’amplissima gamma di osservazioni. Si è focalizzato sulla funzione umana e sociale del teatro, un percorso conoscitivo completo, naturalmente democratico, che a Milano, ha confessato, non gode più di ottima vitalità, considerando anche le politiche di disincentivazione dello spettacolo attuate dallo stato.
Ha trattato il rilevante ruolo delle “intuizioni che hanno mosso il cammino di cui siamo figli” , cioè della tradizione, che ha il potere di suggerire e trasformarsi in nuovi stimoli a seconda degli approcci e delle letture che se ne danno. “In teatro si costruisce tutto, tutto si fonda sulla finzione e la finzione è l’unico modo che abbiamo per dire la verità” ha anche affermato. Infatti se “la verità è finzione teatrale”, il palcoscenico è l’unico luogo in cui si può essere sinceri. E ancora, ha scardinato le certezze della scuola teatrale di prosa mettendone a nudo il crimine commesso nel porsi come unico metodo di insegnamento della recitazione, tacendo il tesoro di stimoli che possono derivare dai luoghi più vari, come ad esempio, ha suggerito, una sinagoga, scrigno di umorismo e densità espressiva.
Infine Ovadia ha ripercorso alcune significative tappe della sua carriera ispirata alla cultura yiddish di cui è stato uno degli interpreti contemporanei più apprezzati e riconosciuti.
Marina Ebrahim
