L'INCONTROIn cinquecento a Scienze Farmacologiche per discutere il futuro della ricerca sulle staminali
“Giornate come quella di oggi, in cui si affronta il problema scientifico in maniera obiettiva e con studi seri sono molto importanti”. Assolutamente appropriate le parole pronunciate dal professor Giorgio Racagni, direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche, che venerdì 29 ha aperto la prima di cinque giornate che UniStem organizzerà quest’anno per approfondire il tema delle cellule staminali.
L’evento, caratterizzato da interventi dal contenuto altamente tecnico e specialistico sulla riprogrammazione e l’epigenetica, era indirizzato ad un pubblico di studenti ed esperti del settore, i quali hanno risposto in massa all’iniziativa di UniStem: 4 alule del Dipartimento di Scienze Farmacologiche di via Balzaretti sono state riempite da un totale di oltre 500 partecipanti.
UniStem, fondato nel 2006 dai professori Elena Cattaneo, Fulvio Gandolfi, Giulio Cossu e dal dottor Yvan Torrente, è un centro di ricerca che si occupa di studi sulle cellule staminali e, insieme ad altri importanti istituti europei, è collegato con www.eurostemcell.org, il portale del consorzio europeo di divulgazione e informazione scientifica sulle cellule staminali.
L’autorevolezza internazionale di UniStem è dimostrata anche dagli illustri ospiti presenti in questa giornata: Giuseppe Testa, direttore del laboratorio di cellule staminali ed epigenetica presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Vania Broccoli, ricercatore dell’Università Vita Salute San Raffaele, David Welch, Regional Business Manager Stem Cell Invitrogen, Maria Pia Cosma, del Telethon Institute of Genetics and Medicine di Napoli e Milena Bellin, postdoc alla Klinikum rechts der Isar – Technical University di Monaco, che ha fatto le veci di Alessandra Moretti, trattenuta in Germania per la consegna di un premio. Assente Salvatore Oliviero, del Dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università di Siena, bloccato dall’influenza stagionale.
Dopo una breve introduzione di Elena Cattaneo, apre la lunga lista di interventi Giuseppe Testa, che affronta il tema della metilazione degli istoni nella riprogrammazione del genoma in tre aspetti: la fisiologia della programmazione del genoma nella neurogenesi, l’aberrazione della programmazione nel cancro e la riprogrammazione del genoma individuato nel caso delle iPS e da qualche giorno anche nella conversione diretta da fibroblasti a neuroni (pubblicazione su Nature del 27 gennaio).
Segue l’esposizione di Vania Broccoli che, dopo un breve resoconto della storia degli studi sulle cellule staminali fino alla scoperta delle iPS nel laboratorio di Yamanaka, ha illustrato gli studi eseguiti dal suo laboratorio sulla riprogrammazione per arrivare ad approcciare in modo nuovo il differenziamento cellulare neuronale; brevissimo commento di Broccoli, durante la sua esposizione, sul fatto che il San Raffaele, istituto di ispirazione religiosa, gli abbia permesso di eseguire studi solo sulle cellule staminali embrionali di topo e non di uomo, fino all’arrivo delle iPS, da lui definito come “il nuovo tipo cellulare eticamente compatibile”.
David Welch si è occupato delle nuove tecnologie di ricerca sulle cellule staminali embrionali e le cellule staminali pluripotenti indotte.
Nel pomeriggio, Maria Pia Cosma, che a breve si trasferirà in un laboratorio di ricerca a Barcellona, ha mostrato gli studi del suo laboratorio che si occupa della riprogrammazione a partire dalla cell fusion fra una cellula differenziata e una cellula staminale, dell’individuazione di pathways che facilitino la riprogrammazione (anche in vivo), e del ruolo della beta-catenina nell’attivazione di geni che favoriscono la riprogrammazione.
Gli ultimi due interventi si sono occupati di applicazioni mediche della riprogrammazione: così Milena Bellin ha parlato degli studi del suo laboratorio per la riprogrammazione paziente-specifica di cardiomiociti nei pazienti affetti da sindrome del QT lungo. Per concludere Elena Cattaneo ha esposto l’attività del suo laboratorio sulle iPS in pazienti affetti dalla Corea di Huntington.
La scaletta della giornata, completamente rivisitata a causa dell’assenza del professor Oliviero, ha lasciato spazio anche al bis del professor Testa, il quale ha potuto proporre una riflessione sull’etica e lo sviluppo delle biotecnologie, argomento quanto mai attuale nella nostra società. Citando scrittori del calibro di Diderot, Testa ha mostrato le diversità nell’approccio mentale che hanno avuto inglesi, statunitensi e italiani al tema etico sulle biotecnologie.
Mentre in Inghilterra la House of Lords si è presa la responsabilità come classe politica di stabilire cosa è vita e cosa non lo è in nome della collettività, negli USA Bush ha costituito un comitato di bioetica in modo da risolvere con la tecnologia un impasse morale che avrebbe rischiato di dividere il paese. Così facendo la razionalità morale si è concretizzata in un prodotto di laboratorio fatto su misura per risolvere in partenza le questioni etiche. In Italia, infine, con la legge 40, la natura è stata ricondotta a concetto metafisico, così da giudicare un embrione secondo i canoni generali di vita e morte.
Infine Testa ha tirato le somme con una breve riflessione sul futuro di queste tecnologie, sottolineando che nella biologia contemporanea la natura sta diventando sempre più un punto di arrivo piuttosto che un punto di partenza, con una manipolazione continua di "pezzettini biologici" dall'interno; Testa ha poi ripreso Freeman Dyson sulla questione dell’utente che diventa collaboratore della biotecnologia, la quale deve diventare sempre più user-friendly (“personalizzabile come un iPod”).
Durante la giornata è stato anche proiettato in anteprima nazionale un video dal titolo “Stem cells, the future: an introduction to iPS cells”, prodotto da due consorzi, il vecchio EuroStemCell e il nuovo EuroSyStem. Il video sarà disponibile a breve sul sito www.eurostemcell.org, dove sono già presenti i 3 video precedenti del progetto. Le prossime iniziative con UniStem saranno il 19 marzo, con la consueta giornata dedicata agli studenti delle scuole superiori e che l’anno scorso ha visto più di 4000 partecipanti, il 13 aprile, con la presenza di Ron McKay, il 18 giugno, con una giornata studio sulle staminali del cervello, e in ottobre con una lecture di Juan Carlos Belmonte.
Il progetto di UniStem di “non solamente organizzare queste giornate per gli addetti ai lavori, ma informare anche la popolazione in maniera corretta su quelle che sono le evidenze delle cellule staminali”, come dichiarato dal professor Racagni, è stato ribadito anche da Elena Cattaneo e Fulvio Gandolfi, i quali hanno manifestato inoltre l’intenzione di affittare il PalaSharp per una giornata di divulgazione scientifica al pubblico non esperto.
UniStem, fondato nel 2006 dai professori Elena Cattaneo, Fulvio Gandolfi, Giulio Cossu e dal dottor Yvan Torrente, è un centro di ricerca che si occupa di studi sulle cellule staminali e, insieme ad altri importanti istituti europei, è collegato con www.eurostemcell.org, il portale del consorzio europeo di divulgazione e informazione scientifica sulle cellule staminali.
L’autorevolezza internazionale di UniStem è dimostrata anche dagli illustri ospiti presenti in questa giornata: Giuseppe Testa, direttore del laboratorio di cellule staminali ed epigenetica presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Vania Broccoli, ricercatore dell’Università Vita Salute San Raffaele, David Welch, Regional Business Manager Stem Cell Invitrogen, Maria Pia Cosma, del Telethon Institute of Genetics and Medicine di Napoli e Milena Bellin, postdoc alla Klinikum rechts der Isar – Technical University di Monaco, che ha fatto le veci di Alessandra Moretti, trattenuta in Germania per la consegna di un premio. Assente Salvatore Oliviero, del Dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università di Siena, bloccato dall’influenza stagionale.
Dopo una breve introduzione di Elena Cattaneo, apre la lunga lista di interventi Giuseppe Testa, che affronta il tema della metilazione degli istoni nella riprogrammazione del genoma in tre aspetti: la fisiologia della programmazione del genoma nella neurogenesi, l’aberrazione della programmazione nel cancro e la riprogrammazione del genoma individuato nel caso delle iPS e da qualche giorno anche nella conversione diretta da fibroblasti a neuroni (pubblicazione su Nature del 27 gennaio).
Segue l’esposizione di Vania Broccoli che, dopo un breve resoconto della storia degli studi sulle cellule staminali fino alla scoperta delle iPS nel laboratorio di Yamanaka, ha illustrato gli studi eseguiti dal suo laboratorio sulla riprogrammazione per arrivare ad approcciare in modo nuovo il differenziamento cellulare neuronale; brevissimo commento di Broccoli, durante la sua esposizione, sul fatto che il San Raffaele, istituto di ispirazione religiosa, gli abbia permesso di eseguire studi solo sulle cellule staminali embrionali di topo e non di uomo, fino all’arrivo delle iPS, da lui definito come “il nuovo tipo cellulare eticamente compatibile”.
David Welch si è occupato delle nuove tecnologie di ricerca sulle cellule staminali embrionali e le cellule staminali pluripotenti indotte.
Nel pomeriggio, Maria Pia Cosma, che a breve si trasferirà in un laboratorio di ricerca a Barcellona, ha mostrato gli studi del suo laboratorio che si occupa della riprogrammazione a partire dalla cell fusion fra una cellula differenziata e una cellula staminale, dell’individuazione di pathways che facilitino la riprogrammazione (anche in vivo), e del ruolo della beta-catenina nell’attivazione di geni che favoriscono la riprogrammazione.
Gli ultimi due interventi si sono occupati di applicazioni mediche della riprogrammazione: così Milena Bellin ha parlato degli studi del suo laboratorio per la riprogrammazione paziente-specifica di cardiomiociti nei pazienti affetti da sindrome del QT lungo. Per concludere Elena Cattaneo ha esposto l’attività del suo laboratorio sulle iPS in pazienti affetti dalla Corea di Huntington.
La scaletta della giornata, completamente rivisitata a causa dell’assenza del professor Oliviero, ha lasciato spazio anche al bis del professor Testa, il quale ha potuto proporre una riflessione sull’etica e lo sviluppo delle biotecnologie, argomento quanto mai attuale nella nostra società. Citando scrittori del calibro di Diderot, Testa ha mostrato le diversità nell’approccio mentale che hanno avuto inglesi, statunitensi e italiani al tema etico sulle biotecnologie.
Mentre in Inghilterra la House of Lords si è presa la responsabilità come classe politica di stabilire cosa è vita e cosa non lo è in nome della collettività, negli USA Bush ha costituito un comitato di bioetica in modo da risolvere con la tecnologia un impasse morale che avrebbe rischiato di dividere il paese. Così facendo la razionalità morale si è concretizzata in un prodotto di laboratorio fatto su misura per risolvere in partenza le questioni etiche. In Italia, infine, con la legge 40, la natura è stata ricondotta a concetto metafisico, così da giudicare un embrione secondo i canoni generali di vita e morte.
Infine Testa ha tirato le somme con una breve riflessione sul futuro di queste tecnologie, sottolineando che nella biologia contemporanea la natura sta diventando sempre più un punto di arrivo piuttosto che un punto di partenza, con una manipolazione continua di "pezzettini biologici" dall'interno; Testa ha poi ripreso Freeman Dyson sulla questione dell’utente che diventa collaboratore della biotecnologia, la quale deve diventare sempre più user-friendly (“personalizzabile come un iPod”).
Durante la giornata è stato anche proiettato in anteprima nazionale un video dal titolo “Stem cells, the future: an introduction to iPS cells”, prodotto da due consorzi, il vecchio EuroStemCell e il nuovo EuroSyStem. Il video sarà disponibile a breve sul sito www.eurostemcell.org, dove sono già presenti i 3 video precedenti del progetto. Le prossime iniziative con UniStem saranno il 19 marzo, con la consueta giornata dedicata agli studenti delle scuole superiori e che l’anno scorso ha visto più di 4000 partecipanti, il 13 aprile, con la presenza di Ron McKay, il 18 giugno, con una giornata studio sulle staminali del cervello, e in ottobre con una lecture di Juan Carlos Belmonte.
Il progetto di UniStem di “non solamente organizzare queste giornate per gli addetti ai lavori, ma informare anche la popolazione in maniera corretta su quelle che sono le evidenze delle cellule staminali”, come dichiarato dal professor Racagni, è stato ribadito anche da Elena Cattaneo e Fulvio Gandolfi, i quali hanno manifestato inoltre l’intenzione di affittare il PalaSharp per una giornata di divulgazione scientifica al pubblico non esperto.
Daniele Ronco
