IL CONCERTOSchubert e Schönberg gli autori prescelti dal direttore israeliano
Il 19 gennaio l’orchestra della Statale ha dato il via alla serie di collaborazioni prestigiose che contraddistingueranno l’intera stagione ospitando il direttore d’orchestra Lior Shambadal.
Le foto del concerto
Attivo come direttore artistico per orchestre e teatri d’opera (è attualmente a capo della Berliner Symphoniker, che ha diretto in più di 150 concerti nella celebre Philarmonie; nel 2009 inoltre è stato nominato direttore musicale della Orchestre Filarmonica de Bogota, uno degli ensemble musicali più importanti dell’America del Sud), Shambadal ha studiato composizione in Francia e si è dedicato alla creazione di pezzi di musica elettronica.
Sempre desideroso di supportare progetti musicali ritenuti meritevoli (“La musica classica non è semplicemente una professione – bisogna dedicarsi ad essa come se fosse una missione”, proclamava in un’intervista), il maestro israeliano ha risposto alla chiamata dell’Orchestra dell’Università Statale di Milano, guidando i giovani musicisti nell’esecuzione della Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D.125 di Schubert e della Kammersymphonie n.2 op.38 di Schönberg.
Un programma insolito, dunque, che lega le reminiscenze della Sinfonia n. 39 di Mozart contenute nell’opera di Schubert alla nostalgia per la composizione tonale presente nella Kammersymphonie (“Il desiderio di tornare al vecchio stile è sempre stato vigoroso in me, e di volta in volta ho dovuto cedere a quell’impulso” dichiarò l’autore nel 1948). L’accostamento dei due pezzi è stato certamente gradito dal pubblico, che ha richiamato per due volte il direttore sul palco a suon di applausi.
Nonostante un piccolo problema di natura “tecnica” (l’ancia di uno dei clarinetti ha dovuto essere sostituita durante l’esecuzione) il concerto si è svolto in maniera regolare, grazie alla perizia dei musicisti e alla direzione misurata e attenta di Shambadal. Un altro successo per l’Orchestra della Statale.
Sempre desideroso di supportare progetti musicali ritenuti meritevoli (“La musica classica non è semplicemente una professione – bisogna dedicarsi ad essa come se fosse una missione”, proclamava in un’intervista), il maestro israeliano ha risposto alla chiamata dell’Orchestra dell’Università Statale di Milano, guidando i giovani musicisti nell’esecuzione della Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D.125 di Schubert e della Kammersymphonie n.2 op.38 di Schönberg.
Un programma insolito, dunque, che lega le reminiscenze della Sinfonia n. 39 di Mozart contenute nell’opera di Schubert alla nostalgia per la composizione tonale presente nella Kammersymphonie (“Il desiderio di tornare al vecchio stile è sempre stato vigoroso in me, e di volta in volta ho dovuto cedere a quell’impulso” dichiarò l’autore nel 1948). L’accostamento dei due pezzi è stato certamente gradito dal pubblico, che ha richiamato per due volte il direttore sul palco a suon di applausi.
Nonostante un piccolo problema di natura “tecnica” (l’ancia di uno dei clarinetti ha dovuto essere sostituita durante l’esecuzione) il concerto si è svolto in maniera regolare, grazie alla perizia dei musicisti e alla direzione misurata e attenta di Shambadal. Un altro successo per l’Orchestra della Statale.
Valerio Campanella
